IMBALLAGGIO PRECONFEZIONATO (O PREIMBALLAGGIO)

Un prodotto si definisce preconfezionato quando è contenuto in un imballaggio chiuso (in assenza dell’acquirente) la cui quantità all’interno ha un valore prefissato e non può essere modificata senza che l’imballaggio venga aperto.

Esistono due normative di riferimento che regolano la disciplina metrologica del preconfezionamento:

 EUROPEA Legge n° 690

del 1978 (Italia) che recepisce la Direttiva 76/211/CEE (Europa)

GARANTISCE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI PRODOTTI ALL’INTERNO DEL TERRITORIO DELLA COMUNITA’ EUROPEA.

Si applica agli “imballaggi preconfezionati C.E.E.”.

La legge si applica ai prodotti che sono destinati alla vendita in quantità unitarie costanti:

  • Pari a valori prefissati dal produttore;
  • Espresse in unità di masse e volume
  • Quantità superiori a 5 grammi (o millilitri) e inferiori o uguali a 10 kg (o 10 litri)

NAZIONALE Legge n° 391 del 1980

È indirizzata ai produttori italiani di preimballaggi che commercializzano i propri prodotti sul territorio nazionale.

La legge si applica ai prodotti che sono destinati alla vendita in quantità unitarie costanti:

  • Pari a valori prefissati dal produttore
  • Espresse in unità di masse e volume
  • Quantità superiori a 5 grammi (o millilitri) SENZA LIMITE MAX EUROPEA

LEGGE 690

1.    MARCHIO C.E.E

  1. Gli imballaggi preconfezionati conformi alle Legge 690 devono essere contrassegnati con il marchio C.E.E. , il marchio deve essere apposto “ a secco” o con inchiostro indelebile tale da non alterare le caratteristiche dell’imballaggio.
  2. Oltre al marchio C.E.E., gli imballaggi conformi alla legge devono riportare sia l’indicazione, in unità appartenenti al Sistema internazionale di unità di misura, della massa o del volume nominale del prodotto contenuto, sia un marchio o iscrizione che permetta di identificare chi ha effettuato il riempimento oppure l’importatore stabilito nella Comunità europea, in caso di imballaggi preconfezionati C.E.E. provenienti da Stati non membri della stessa.
  3.  Il marchio C.E.E., con cui i fabbricanti devono contrassegnare, ai sensi dell’art. 3 della legge, i preimballaggi di propria produzione per essere considerati preimballaggi C.E.E.,  e’  costituito  dalla lettera minuscola «e», avente l’altezza minima di 3  mm  e  la  forma rappresentata nell’allegato I al decreto ministeriale 5 agosto 1976.

ESEMPIO:

la marcatura CEE avente le seguenti caratteristiche:

  • forma normalizzata;
  • altezza minima 3 mm;
  • indelebile;
  • deve essere posta stesso campo visivo della quantità nominale: es. 250 g
Obbligatoriamente l’etichetta deve contenere:
Il marchio o il nome del produttore;
La quantità nominale ( per gli alimenti liquidi di governo deve essere espresso anche il peso sgocciolato)
L’unità di misura;
Il marchio CE ( se trattasi di imballaggi CE);
Sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento

È vietato riportare l’iscrizione relativa alla quantità nominale con indicazioni comportanti imprecisioni o ambiguità, quali “circa”, “peso all’origine” o altri termini analoghi che possono ingenerare confusione. Le Unità di misura che possono essere riportate sull’etichetta sono: per i volumi: litri (L o l), centilitri (cL o cl), millilitri (mL o ml);per le masse: chilogrammi (kg), grammi (g).

2.    TOLLERANZE

Per stabilire l’accettabilità del preimballaggio la legge definisce una serie di errori massimi tollerati in meno sul contenuto nominale del preimballaggio stesso, differenti a seconda della quantità nominale (tabella 1). In particolare, per i lotti determinati secondo l’Allegato II, gli imballaggi preconfezionati, devono essere confezionati in modo tale che l’imballaggio definitivo soddisfi le seguenti condizioni:

  1. Il contenuto effettivo non deve essere inferiore in media al contenuto nominale;
  2. Per ciascun lotto è ammissibile solo un certo numero di prodotti difettosi (definito dalla legge in base alla numerosità del lotto) che presentino un peso effettivo inferiore a quello nominale entro le tolleranze fissate dalla norma;
  3. Nessun preconfezionato che abbia un errore negativo tollerabile superiore a due volte l’errore massimo tollerato può essere messo in commercio.

Di seguito riportiamo la tabella1 (Allegato I) che riporta gli errori massimi tollerati in meno sui contenuti degli imballaggi preconfezionati C.E.E.

Quantità nominale Qnom. (in grammi o millilitri)Errori massimi tollerati in meno
 In percentuale di QnomIn grammi o millilitri
Da 5 a 509%
Da 50 a 1004,5
Da 100 a 2004,5%
Da 200 a 3009
Da 300 a 5003%
Da 500 a 100015
Da 1000 a 100001,5%

Per quanto riguarda preimballaggi CEE, che prevedono l’utilizzo del simbolo “℮”, la norma prevede che il contenuto effettivo sia:

  • misurato o controllato sotto la responsabilità di chi effettua il riempimento. Sia la misurazione che il controllo devono essere effettuati con strumenti di misura legali adatti alle operazioni. Quando il prodotto non viene misurato (esempio una macchina riempitrice non omologata) è fatto obbligo di procedere al controllo in modo che sia effettivamente garantito il valore del contenuto quindi con una bilancia Selezionatrice Ponderale omologata o comunque una bilancia NAWI omologata

L’Errore deve essere al massimo pari ad 1/5 dell’emt sulla quantità nominale dell’imballaggio preconfezionato.

La regola utilizzata è che la divisione di verifica (e) dovrà essere minore o uguale a 1/10 dell’errore negativo tollerabile corrispondente alla quantità nominale.

La direttiva 2004/22/CE (Direttiva MID), recepita con il D.Lgs. n°2 del 2/02/2007 afferma che la categoria X si applica agli strumenti impiegati per verificare i preconfezionati realizzati conformemente ai requisiti della direttiva 75/106/CE del Consiglio. Ciò significa che anche le
selezionatrici ponderali approvate secondo tale direttiva ed appartenenti alla categoria X sono utilizzabili per effettuare il controllo dei prodotti preconfezionati.
Esempio : un’azienda alimentare utilizza preimballaggi CEE. L’azienda non attua la misurazione del contenuto effettivo del preimballaggio, poiché utilizza macchine riempitrici non omologate, procede invece al controllo statistico dello stesso tramite selezionatrici ponderali omologate e verificate, installate su tutte le linee di produzione.

3.  METODO PER CONTROLLO STATISTICO DEGLI IMBALLAGGI PRECONFEZIONATI CEE

Il controllo Statistico permette di controllare il peso di prodotto preconfezionati. Grazie al controllo statistico i lotti fabbricati possono essere dichiarati conformi alle leggi vigenti eliminando, tra le altre cose, il rischio di sovradosaggi con conseguente risparmio di prodotto. Il controllo statistico prevede la pesatura con bilance omologate in rapporto con terzi, di un campione di confezioni prelevate dal lotto nei modi e nei tempi previsti dalla normativa.

In pratica si opera nel rispetto della normativa se:

  1. la quantità effettiva viene misurata all’atto del riempimento di ogni singolo imballaggio preconfezionato, con uno strumento di tipo legale (verificazione metrica prima e periodica); questa modalità è consigliabile ovviamente nel caso di produzioni in piccole quantità, di solito a carattere artigianale;
  2. Nel caso di produzioni in serie, realizzate mediante confezionamento automatico dei preconfezionati, il produttore o importatore adotta un idoneo sistema di controllo (per campionamento) il quale può essere basato sul metodo di controllo statistico previsto dalla normativa ovvero su modalità diverse, riconosciute idonee dal Ministero Attività Produttive; in particolare sono considerati idonei, a tal fine, i metodi di controllo mediante campionamento statistico previsti da Norme tecniche di Unificazione (norme UNI-ISO-EN) scelte con riferimento alle caratteristiche degli impianti produttivi interessati ed alle proprietà dei prodotti preconfezionati. 
  3. In ogni caso la misurazione o il controllo devono essere effettuati (in massa o volume) mediante uno strumento di misura di tipo legale
  4. l produttore/importatore deve registrare i risultati dei controlli effettuati, conservando e tenendo a disposizione i relativi documenti, per attestare che i controlli stessi e le relative correzioni o aggiustamenti sono stati eseguiti in modo corretto.

La legge impone ai produttori di eseguire controlli sul peso dei preconfezionati, a valle della linea di confezionamento, indipendentemente dalla precisione, affidabilità ed eventuale omologazione dei sistemi di confezionamento. Il produttore deve almeno controllare statisticamente, a campione, i lotti prodotti registrando i risultati del controllo e mettendoli a disposizione sia del Distributore, sia dei Pubblici Ufficiali.

Il produttore che opti per il controllo statistico a campione può semplicemente riportare, anche manualmente, le pesate dei campioni in un registro, calcolando a fine lotto i vari parametri richiesti dalla legge: la copia di tale report deve essere fornita a richiesta. Per comodità, esistono bilance omologate, dotate di una semplice stampante, che producono un report completo al termine delle pesate dei campioni. Se il produttore opta per il Controllo Peso automatico su tutti i prodotti, la macchina produce una stampa completa del lotto o, in alternativa, un file che può essere semplicemente archiviato o spedito via e-mail

Il lotto è costituito dall’insieme degli imballaggi preconfezionati della stessa quantità nominale, dello stesso modello e della stessa fabbricazione, riempiti nello stesso luogo, oggetti del controllo. La grandezza è limitata ai valori definiti qui di seguito.

Il numero di campioni da esaminare è fissato in base al tipo di controllo ed alla numerosità del lotto di confezionamento.

Quando il controllo degli imballaggi preconfezionati viene effettuato alla fine della catena di riempimento, la grandezza del lotto è pari alla produzione oraria massima della catena di riempimento senza limitazione di tale grandezza. Negli altri casi la grandezza del lotto è limitata a 10.000.